martedì 13 maggio 2008

Destini e destinazioni

Dice: quasi quasi ci faccio un laboratorio su come si diventa di destra. Ormai l'operazione sdoganamento è scattata, si impollina un po' dove capita, un po' per scherzo, ma il dubbio si instilla. L'invenzione della tradizione, quella è roba che mai mi sognerei. Eppure. Eppure capita che una tipica - diciamo ontologica - capacità di rappresentare (nel senso della rappresentazione) attraverso "grandi narrazioni" la realtà e il suo cambiamento oggi non corrisponda ad una capacità di rappresentare (nel senso della rappresentanza. Allora il dubbio: soluzioni di sistema e complesse per problemi ipercomplesse, ammesso che questa (la complessità) sia effettivamente un retaggio "di sinistra", come si fa a implementarle? Per F alla fine è difficile: l'Italia è di destra. Non oggi: "è" di destra. E allora scopri che a Siena ci si interroga su come far ripartire un settore che qui ancora non è in crisi, ma sta per. Cos'è l'immagine di un territorio? Come la si vende? Intanto bisogna conoscerla, per dire, e che Chianciano oggi pianga sull'orlo di una crisi senza ritorno del suo "distretto termale" la dice lunga su come questa capacità di autorappresentarsi ed essere rappresentate i territori non l'abbiano (più). Se tutto si gioca sul web, come sembra suggerire Buhalis, che spazio c'è per chi si affida alla brochure? La Provincia ci prova, e il buffet è ricco per tutti. Meno male che vogliono abolirle.

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