venerdì 9 maggio 2008
Novità
La campagna elettorale è stata segnata dalla retorica del “nuovo” come elemento in grado di attribuire vantaggio ai competitori in gara. Introdotta dalla “novità” del partito frutto della fusione (Partito Democratico), salutato come provvidenziale in quanto propulsore di semplificazione politica, la retorica del nuovo ha dilagato successivamente intaccando i discorsi e i programmi di ogni parte. Una retorica, questa, non estranea da un certo “neogiovanilismo” di maniera, del tutto incoerente rispetto a quanto riscontrabile nella realtà sociale ed economica del Paese. Oggi vediamo che questo magma retorico arriva a sfondare nella composizione stessa dell’esecutivo, nel quale fanno bella mostra di sé quattro trentenni alla guida – in due casi – di Dicasteri di primissima importanza. Una scena che, oltre a dare adito ad ogni tipo di dietrologia possibile in merito alla manovrabilità di questi giovani, non sarebbe strano definire grottesca se non nascondesse una strategia di consensus builing
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